Rassegna stampa
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10.11.2010 - P. Gianotti
Grande successo per la prima edizione dell'IFF



Alla sua prima edizione, l’Ivrea Foto Festival con un cartellone denso di eventi e caratterizzato da un’altissima qualità delle proposte – si è già affermato come una manifestazione di tutto rilievo, un’occasione d’incontro e di confronto importante, che ha registrato l’interesse e la partecipazione di un vasto pubblico tra addetti ai lavori, amatori della fotografia e semplici curiosi”commenta Giulio Mingione, Direttore dell’Ivrea Foto Festival.


Per tre giorni Ivrea ha parlato per immagini, aprendosi al mondo attraverso gli occhi di fotografi che hanno scelto da sempre di lavorare sul campo, raccontando quel che c'è così come accade.


Il programma è stato inaugurato venerdì 15 con la presentazione della mostra El tiempo del diablo, a cura di Dario Coletti. La giornata è proseguita con gli slide show di alcuni dei fotografi più interessanti del panorama italiano contemporaneo, tra i quali Carlo Gianferro e Pietro Masturzo, vincitori del World Press Photo rispettivamente nel 2008 e nel 2009.


Sabato mattina i fotografi hanno accompagnato i visitatori in un inedito tour delle mostre organizzate in città e aperte per tutto il mese di Ottobre, raccontando il loro lavoro e rispondendo alle domande di un pubblico attento e partecipe. Questi alcuni degli autori e delle mostre: Alfredo Bini con Trasmigrazioni, Francesco Cianciotta con Concrete pause, Nanni Fontana con Violence in Honduras, Fabrizio Giraldi con Ero straniero, Alessandro Tosatto e Silvia Morara con I bambini sono in tutto il mondo.


Nel pomeriggio, durante l’incontro “I fotografi fotografano?”, Francesco Acerbis, Carlo Gianferro, Alberto Giuliani e Luca Nizzoli Toetti hanno discusso del fotogiornalismo indipendente, portando l’attenzione sulle opportunità e le problematiche che i professionisti incontrano nel lavoro quotidiano, sulle influenze delle nuove tecnologie, e sul controverso rapporto della fotografia con il mondo dell’arte. In serata, dopo la proiezione del documentario di Ernesto Bazan su Cuba, Maurizio Garofalo, photo editor e art director della rivista Diario, ha tenuto un’originale conferenza dal titolo “La fotografia e l’aceto balsamico” condividendo le sue riflessioni su cosa è oggi il fotoreportage e su quali sono le prospettive future di una professione in continua evoluzione.


Garofalo riassume in una frase lo spirito e il senso di questo festival: “La possibilità di connotare come indipendente la fotografia non si misura in base al grado di libertà economica, al fatto che sia svincolata dalle committenze, dal legame con le agenzie; l’indipendenza dei fotografi risiede nell’autonomia e nell’indipendenza dello sguardo, del linguaggio fotografico, della ricerca personale. E questo è un grande patrimonio intellettuale”.


Domenica gli ospiti del festival si sono resi disponibili per una lettura portfolio aperta a tutti, che ha registrato un numero incredibile di adesioni, a dimostrazione di quanto la fotografia susciti entusiasmo e passione. Il premio come miglior portfolio è stato attribuito al giovane torinese Roberto Vola Gera.


Nel pomeriggio Sandro Iovine ha chiuso il festival con una lezione affollatissima sull’importante lavoro di Robert Frank, The Americans.